Federico Porta

Federico Porta

Gioco alla Playstation e ascolto De Gregori.

Quando lavoro ad progetto nuovo metto la Musica House. Nelle pause di riflessione ascolto i Queen.

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Nasa, Mars e grasso, gli stimoli nel marketing

Come possiamo utilizzare gli stimoli del mondo che ci circonda per rendere un prodotto o servizio facile da ricordare nella mente di un cliente?

Ci sono molti modi per stimolare la mente di una persona per far sì che si ricordi di un prodotto; l’importante però è creare l’associazione giusta, altrimenti si rischia di creare lo stimolo nel momento sbagliato.

Lo stimolo giusto

Uno degli esempi di stimoli più interessante è stato quello dello snack “Mars”.

Mars che in inglese vuol dire Marte.

Ma cosa c’entra un pianeta con uno snack? C’entra eccome e il merito è delle NASA.

Sì, avete capito bene! La NASA, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti.

Nel 1997 la “Mars” notò un incremento notevole delle vendite, ma nessuno sapeva spiegarsi il perché, né il reparto marketing, né il consiglio di amministrazione avevano idea del motivo dell’incremento delle vendite, dato che nessuna pubblicità era stata cambiata, nessuno slogan, niente di niente.

Poi un bel giorno un dipendente del settore marketing si accorse che la NASA aveva appena lanciato la missione Pathfinder con l’obiettivo di eseguire ricerche e raccogliere campioni di terra da un pianeta del sistema solare. Indovinate di quale pianeta si trattava?

Marte (in inglese “Mars”)

Tutta la TV nazionale parlava di questa impresa, anche perché era la prima che si faceva verso il pianeta rosso.

Questa associazione, totalmente non voluta, perché l’azienda “Mars” si chiama così dal nome del suo fondatore, Franklin Mars, permise all’azienda di essere associata al pianeta; perciò, ogni volta che in TV si parlava del pianeta e in qualsiasi momento lo si nominava, ecco che nella mente delle persona veniva stimolata l’associazione con lo snack.

Lo stimolo giusto al momento sbagliato

Giocare con gli stimoli può essere una strategia molto potente, ma bisogna stare attenti a non commettere l’errore che fecero in Nuova Zelanda.

Lo spot che l’azienda creò fu molto forte e il messaggio che comunicava era molto importante, ma l’associazione che aveva creato era poco pratica.

La pubblicità era contestualizzata in un bagno, dove c’era un uomo attraente che faceva la doccia.

Quando egli chiuse il rubinetto dell’acqua e spostò la tenda, c’era una donna, anch’essa molto attraente, che gli passava un accappatoio, ma non appena l’uomo mise il piede sul pavimento scivolò e nel cadere sbattè la testa. Nel mentre, una voce fuori campo diceva:  “Un semplice tappetino potrebbe prevenire cadute come questa”.

Lo spot è sicuramente di impatto, ma lo stimolo è sbagliato perché avviene nel momento non opportuno, cioè quando si è in doccia, oppure quando si sta entrando o uscendo dalla doccia.

Capite che una persona, in quella situazione, di certo non si mette a correre davanti al pc per acquistare il tappetino su internet.

Lo stimolo giusto al momento giusto

Confrontiamo la pubblicità neozelandese con quella messa in campo dal “Dipartimento di Salute” di New York dove si parla di bibite zuccherate.

Anche se può non sembrare tanto, ma gli studi dimostrano che bevendo una bibita zuccherata al giorno si possono metter su 5kg di grasso nel giro di un anno.

Lo spot era stato ideato per far desistere i consumatori dal bere questo tipo di bevande.

Lo spot in questione vedeva come protagonista un uomo che prendeva un bicchiere che conteneva del grasso molto denso e lo beveva.

Lo spot si concludeva con una portata su un piatto che altro non era che un pezzo di grasso e compariva il seguente messaggio: “Bere una bibita in lattina al giorno può farti ingrassare di quasi 5 chili in un anno. NON BEVETE GRASSO!

Lo stimolo in questo caso era molto forte e funzionava bene perché arrivava nel momento giusto, cioè quando ci apprestava ad aprire una lattina.

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